Come si è arrivati alla tecnologia innovativa dei giorni d’oggi? Un viaggio nella storia delle onde elettromagnetiche sul corpo umano.

La radiofrequenza estetica, per come la conosciamo oggi, non ha una vita longeva. Tutto ha inizio in Svezia per poi perfezionarsi e diffondersi negli anni successivi nel resto del mondo con un notevole successo. In Italia è arrivata solo nel 1998, ma prima di diventare una terapia indolore e non invasiva per il ringiovanimento della pelle, ha attraversato più di un secolo di fasi di sperimentazioni scientifiche necessarie per il suo perfezionamento e utilizzo alla portata di tutti.

Abbiamo già trattato ampiamente in cosa consiste la radiofrequenza e i suoi vantaggi sul viso e sul corpo, ma riteniamo interessante approfondire l’origine di un trattamento che ha dato un forte impulso al settore della medicina e dell’estetica, ottenendo risultati davvero eccezionali senza conseguenze negative sulla salute di chi vi sottopone.

C’ERA UNA VOLTA LA RADIOFREQUENZA ESTETICA

Nel 1892 Arsene d’Arsonval inizia a studiare gli effetti della radiofrequenza sul corpo umano, e negli anni a seguire SPA e terme diventano luoghi frequentati dai benestanti proprio perché si promuovono i benefici del calore senza contrazione muscolare. Negli anni Trenta del Novecento le terapie di innalzamento della temperatura di una zona del corpo attraverso onde magnetiche a bassa tensione e ad alta frequenza, viene praticata con la Vienna Mask a scopi estetici per il ringiovanimento, anche se ancora con risultati limitati.

I PROGRESSI DELLA RADIOFREQUENZA IN MEDICINA NEL NOVECENTO

E’ infatti soprattutto in campo medico che negli stessi anni si hanno dei progressi notevoli. Personalità lungimiranti come Martin Kirschner sfruttano le caratteristiche dell’elettricità e del calore per il trattamento della nevralgia del trigemino mediante radiofrequenza. I progressi tecnologici degli anni ‘50-‘60 portano il fisico Bernard Cosman a mettere in commercio il primo generatore di radiofrequenza, i cui vantaggi vengono sfruttati nel 1974 da
Sumio Uematsu nel trattamento delle radici spinali e l’anno successivo da Norman Shealy per alleviare i dolori causati dalle faccette articolari lombari. Ma è con la collaborazione di un trio medico di eccellenza composto da Menno Sluijter, Eric Cosman e W. Rittman che a metà degli anni Novanta si arriva all’invenzione della radiofrequenza pulsata (RFP), con l’obiettivo di ridurre la temperatura a non oltre i 41°C in modo non continuativo ma ad intermittenze. Questo perché fino ad allora, per attenuare il dolore, il calore raggiungeva i 60-80°C provocando anche lesioni al nervo con effetti non sempre positive. Con le nuove tecniche e gli strumenti innovativi si arriva a perfezionare un trattamento, diventato comune non solo per la medicina ma anche nei centri estetici.

LA RADIOFREQUENZA ESTETICA NEL NUOVO MILLENNIO

Tra le apparecchiature più utilizzate dal 2002 in poi in ambito estetico, il thermage eroga da un solo elettrodo attivo monopolare circa 6 MHz. Nell’Aluma della Lumenis si adotta poi il trattamento della pelle piegata tra 2 elettrodi che erogano 468KHz. Negli anni a seguire le strumentazioni estetiche della radiofrequenza si sono sempre più perfezionate e dal 2011 presentano obbligatoriamente una frequenza compresa tra 400KHz e 1,5MHz.

Abbiamo voluto presentare questo excursus sulla radiofrequenza per far capire come questo trattamento sia assolutamente sicuro e utile ad intervenire contro i segni dell’invecchiamento senza dover ricorrere ad interventi chirurgici.

Per ulteriori informazioni contattate il centro Pulsazione più vicino a casa vostra!